Fondazione Lanzino: esperienza di impegno concreto contro la violenza.

“Quando la gente parla e si confronta cresce. Il volontariato è vita.” Franco Lanzino, papà di Roberta, presidente della Fondazione Onlus Roberta Lanzino – contro la violenza alle donne e ai minori

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Rende, 20.12.2016.

In vista dei momenti di riflessione previsti con gli studenti  per il mese di gennaio abbiamo incontrato Franco Lanzino, presidente della Fondazione dedicata a sua figlia, violentata e uccisa a soli 19 anni.

L’incontro con il Signor Lanzino è stato per noi molto emozionante e commovente, ascoltare la storia di Roberta dalle parole del padre è stato fondamentale per comprendere veramente la violenza subita e l’impegno che ne è nato successivamente.

Difatti siamo stati accolti in una grande struttura  gestita completamente dalla Fondazione Roberta Lanzino, che tra le tante attività offre servizi di assistenza completa alle vittime di violenze e abusi: un ambulatorio di ginecologia, un centro d’ascolto, spazi di confronto e una struttura ricettiva per le vittime.

L’esperienza oltre che segnare un passaggio fondamentale per quella che sarà la nostra attività, ha rappresentato un momento di crescita personale e collettiva per tutti noi volontari del Servizio Civile.

Lottare per la difesa dei nostri diritti costituisce un dovere civico nei nostri confronti e nei confronti di tutte le vittime di abusi e violenze.

La violenza sulle donne e la promozione della cultura della legalità sono legate indissolubilmente poiché è necessario sviluppare quotidianamente un percorso comune che possa creare una coscienza diversa in tutti noi.

L’assassinio di Roberta rappresenta la sconfitta di quel giornalismo tacito e assente, rappresenta la sconfitta di una politica che non ha comprendeso la complessità del fenomeno e non ha saputo intraprendere iniziative legislative capaci di porre fine a questi comportamenti. E’ ora di dire basta. Noi ragazzi del servizio civile cercheremo in questa direzione di creare un filo diretto con la fondazione per sostenerla e aiutarla in tutte le loro iniziative.

E’ solo l’inizio.

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Il cammino è appena iniziato…

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Coloriamo il Natale 12.12.2016

Dopo l’avvio col botto, grazie alla giornata trascorsa con Giancarlo Costabile, i suoi studenti e la sua Pedagogia della R-Esistenza, iniziamo il nostro cammino di volontari del Servizio Civile Nazionale per il progetto “Laboratorio di Legalità”.

Gli obiettivi stabiliti sin dal primo giorno sono stati chiari: educare alla legalità la cittadinanza trasformando il Centro Polifunzionale Padre Pino Puglisi in un punto di riferimento educativo per i cittadini del territorio valorizzando l’esperienza di riscatto che da qui è nata.

Come volontari del Servizio Civile abbiamo pensato di metterci subito a lavoro per stilare un programma incisivo che possa porre le basi per un futuro diverso e migliore della nostra comunità.

Siamo convinti che in un territorio complesso e difficile come la Piana di Gioia Tauro è necessario contrapporre ai segni del potere mafioso e criminale il potere di segni di speranza concreti.

La strada davanti a noi è chiara: stiamo lavorando alla realizzazione del sito ufficiale del Centro Polifunzionale affinché si possa valorizzare maggiormente questa esperienza; stiamo lavorando per organizzare alcuni momenti formativi con gli studenti della nostra comunità sui temi della non violenza e della pace; inoltre con i bambini del Centro di Aggregazione Giovanile “Gigi Marafioti” abbiamo iniziato a svolgere alcune attività ludico-ricreative all’insegna della legalità e del rispetto reciproco.

Il Centro Polifunzionale pensiamo possa costituire effettivamente un modello educativo alternativo ai comportamenti mafiosi.

Lavoreremo insieme in questa direzione, convinti che il cambiamento debba camminare necessariamente anche sulle nostre gambe.

La pedagogia della R- Esistenza sbarca a Polistena

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Pedagogia della R-Esistenza 06.12.2016

Dobbiamo essere fieri di esser qui oggi! Esordisce così il prof. Costabile – Docente del corso pedagogia della R-Esistenza – all’incontro del 6 dicembre u.s. tra gli studenti dell’Unical e don Pino Demasi , presso il centro polifunzionale “Puglisi” di Polistena.

Davanti ad oltre un centinaio tra studenti universitari e i giovani del Servizio Civile della Parrocchia , Don Pino Demasi ha raccontato la sua esperienza. Dai primi anni in cui si trovava a San Ferdinando, dove toccò con mano in prima persona le dinamiche che portarono alla nascita del porto di Gioia Tauro, fino all’arrivo a Polistena. In questi anni afferma di aver nutrito l’idea che solo “leggendo il territorio si può capirlo”.

Racconta dei primi anni a Polistena e le difficoltà incontrate al suo arrivo. Difficoltà dovute in primis all’esagerato uso della droga da parte dei giovani del territorio che favoreggiavano la crescita delle criminalità organizzata. Crescita che il parroco polistenese ha visto e toccato lui stesso, mettendosi in prima linea nella lotta alla ‘Ndrangheta. Proprio il centro polifunzionale “Padre Pino Puglisi” è un simbolo importantissimo della lotta alle Mafie essendo proprio questo immobile un bene confiscato alle mafie e restituito alla collettività grazie alla legge 109/96.

All’incontro ha preso parte anche il giornalista Michele Inserra, che ha ribadito l’importanza dei beni confiscati alle mafie, se riutilizzati per finalità sociali. In particolare, è interessante la sua proposta, quella di collocare le redazioni dei quotidiani negli immobili confiscati alle mafie. Ciò può rappresentare l’inizio di un’informazione libera da ogni condizionamento.

Il filo conduttore dell’incontro lo racchiudiamo in uno slogan coniato da Don Pino Demasi e dai “suoi” giovani che hanno detto no alle mafie:

CAMBIARE PER RESTARE, RESTARE PER CAMBIARE